SUM, il progetto che unisce cultura ed economia!

22.01.2021

Chi ha detto che la cultura non paga?

Oggi raccontiamo il progetto SUM, che prevede la riapertura del più antico teatro romano in muratura al mondo, spigato da chi il progetto lo ha realizzato: Monika Petrelli e Maurizio Ciracò

Signore e signori ecco a voi SUM, il progetto che unisce cultura ed economia!

La galleria che contiene le vestigia del Teatro Romano di Bologna, considerata la più antica costruzione del suo genere dell’architettura romana, riapre le porte della storia dopo vent’anni di chiusura.

Un nuovo soggetto privato, la ML6.48 Srl, con il progetto denominato SUM, reinventa il Teatro con una nuova veste. Storia e nuove tecnologie si uniscono per raccontare l’eccellenza italiana, l’unicità e la tradizione millenaria del “fare”.

Il Teatro Romano di Bologna risale all’88 A.C. ed è il più antico teatro in muratura dell’architettura romana. Si tratta di una struttura archeologica unica nel suo genere e, per quasi vent’anni, è rimasta silente in via De Carbonesi, fino ad ora inaccessibile al pubblico.

   

Dal 2019, infatti, Monika Petrelli e Maurizio Ciracò, rispettivamente Amministratore Unico e Direttore Commerciale di ML6.48 srl, sono riusciti, con impegno e dedizione a riaprirne le porte, restituendo l’antico tesoro dimenticato perfino dai bolognesi doc.

Abbiamo quindi intervistato Monika e Maurizio partner della nostra rete YOUFM

Si tratta di un primo atto – ci rivela Monika Petrelli – che servirà a riunire e valorizzare le eccellenze italiane dell’Arte, dell’Artigianato, della Cultura Enogastronomica, della Tradizione e del Territorio Italiano.

Perchè SUM?
La parola è latina, significa “sono” e noi siamo cultura – continua Monika Petrelli –  cultura declinata su arte, artigianato, enogastronomia e tradizioni che ogni territorio possiede.
SUM
è anche l’acronimo di tre parole chiave del progetto!
Sinergia: tra le piccole realtà artigiane che saranno ospitate all’interno dello spazio e il pubblico che lo visiterà.
Unicità: come unico è il luogo e la tradizione italiana del “Fare” e delle mani che lavorano.
Memoria: perché tramandare la storia e le tradizioni rafforza le identità dei popoli e delle nazioni.

Maurizio, quando nasce il progetto SUM?

SUM è stato scritto nel 2008 dopo diverse manifestazioni organizzate all’estero in cui abbiamo raccontato il nostro essere italiani attraverso l’esposizione e la vendita di prodotti delle piccole imprese.

È rimasto nel cassetto fino a quando, la vista della galleria in via de carbonesi, nel 2015, ha fatto concretizzare la possibilità di avere finalmente una casa fisica per il progetto.

Ridare vita ad un luogo chiuso, dimenticato da tutti per oltre 20 anni e farlo con un progetto legato alla promozione e valorizzazione della cultura italiana ci è sembrato un ottimo motivo per iniziare il percorso e restituire alla città un pezzo importante della sua romanità e della sua cultura cittadina.

Siamo solo agli inizi e credo che noi insieme anche a voi che oggi leggete questo articolo, potremo implementare questa storia e renderla una grande storia!

La frase che ci piace ripetere è: “La storia ci porterà nel futuro!”

Storia, cultura, giovani e tecnologia sono i canoni su cui tutto graviterà  all’interno dello spazio.

Sarà un viaggio alla scoperta della nostra italianità, quella forte, della cultura e dell’innovazione tecnologica.

   

Monica, come è nato il logo?
Per questo progetto, che racconta l’Italia partendo dai territori e quindi dalle sue identità, volevamo un logo che si legasse fortemente alla città nella quale ha preso vita, la città di Bologna.

Tutte le città hanno uno sviluppo orizzontale, Bologna ha la particolarità che i simboli, quelli più importanti, sono in verticale: il Nettuno, le due torri, san Luca ecc….

Un richiamo a Bologna “la Dotta” e, ritornando sulla verticalità, i libri sulla libreria sono posizionati in verticale.  Il teatro, è l’unico reperto archeologico romano che si sviluppa in verticale, il teatro è un luogo “che vive”, centrale, nascosto ma fa parte di una ossatura che sostiene la città di Bologna dai tempi più antichi.

Che cos’è umano, nascosto e nel contempo sostiene ogni uomo? La colonna vertebrale! L’ossatura più interna e non visibile ma senza la quale ognuno di noi non si sosterrebbe e non esisterebbe, come non si avrebbe una identità senza le tradizioni e le culture di ogni singola regione italiana.

Ecco quindi che si è pensato ad una stilizzazione della colonna vertebrale che, in questo caso, diventa una linea semplice che ognuno di noi declinerà a suo modo.

C’è chi ci ha visto lo zampillo dell’acqua, chi il portico di San Luca, io ad esempio, quando l’agenzia me lo ha fatto vedere per la prima volta, ci ho visto la linea degli appennini che identifico come la strada che lega l’Italia da sud a nord e viceversa. Per quanto concerne il colore scelto? È quello nascosto nelle vie di Bologna, il colore grigio/verde delle persiane bolognes; non si vede subito ma completa il paesaggio.

La linea è accompagnata dal nome del progetto, SUM

“Riapriamo le porte della storia per comunicare al mondo che ogni realtà regionale italiana ha tradizioni da tramandare e storie da raccontare”

 

Quindi che cos’è SUM?

SUM – spiega Maurizio Ciracò – è l’amplificatore di emozioni, all’interno del quale si potranno incontrare e scoprire le emozioni vissute da un artigiano nel realizzare la sua opera.  Avendo scelto di raccontare piccole realtà artigianali ci troviamo di fronte a produttori di unicità. Questa unicità sarà implementata con la ricerca continua di prodotti o esperienze su tutto il territorio italiano.

SUM sarà appunto l’amplificatore di emozioni così come il teatro lo è sempre stato.

Non sarà quindi il solito centro commerciale con aree predefinite, bensì un luogo in cui verranno creati ambienti interattivi e contaminati nei quali aziende, clienti, addetti al settore, sponsor potranno interagire liberamente.

Una nuova veste per il Teatro, non più solo attori ma anche aziende, non più solo rappresentazioni teatrali ma anche prodotti di selezionata eccellenza e italianità, non più solo palco ma anche galleria emozionale.

Riapriamo le porte della storia per comunicare al mondo che ogni realtà regionale italiana ha tradizioni da tramandare e storie da raccontare e solo la mancanza di un contesto adeguato ne limita l’espansione.

Mettiamo a disposizione un palcoscenico unico su cui le imprese artigiane possano esibirsi di fronte al grande pubblico per raccontare che la produzione italiana rappresenta ancora l’eccellenza, l’unicità e la tradizione millenaria del “fare”.

All’interno della struttura, posizionata nel cuore cittadino, circa 350 mt da Piazza Maggiore, e pertanto con un altissimo potenziale di visitatori, le aziende appartenenti alla Rete del Valore potranno fruire della massima visibilità.

Uno spazio MULTICANALE in centro a Bologna con una programmazione interna che, al tempo stesso, può essere fruito da privati e aziende per organizzare il proprio evento.

Si tratta di un’ottima occasione per riaprire le porte della storia, quali sono i progetti che svilupperete?

Partendo dal catalizzatore naturale quale è il Teatro Romano, SUM, “Progetto per la tutela e valorizzazione del Bel Paese” realizzerà, all’interno degli spazi, il “Polo della cultura” e la “Rete del Valore”.

La storia da cui partiremo sarà quella delle piccole realtà imprenditoriali che ogni giorno con il loro estro e coraggio realizzano prodotti artigianali di pregio, abbigliamento, arredo, complementi e tutto ciò che le mani possono produrre.

Offrire la possibilità alle imprese di entrare in sinergia in questo spazio e abbinare al luogo fisico il virtuale, permetterà alle stesse di essere visibili e poter vendere senza un minimo pensiero.

Spazio fisico gratuito, personale della struttura a supporto per la vendita e pacchetto di comunicazione a 360gradi è quello che SUM offre alle aziende che entreranno nella Rete del Valore.

Una grande piazza nel pieno centro della città in cui diversi target saranno intercettati e il personale interno alla struttura sarà un punto di riferimento importante per “tramandare” le identità di queste piccole realtà.

E per chi non vive a bologna? come potrà conoscere SUM e gli spazi del teatro romano?

Saranno avviate campagne di comunicazione per far conoscere lo spazio e il progetto e, per un’apertura 7/7 H24, stiamo strutturando una serie di iniziative con i nostri partner tecnologici.

Visite AR/VR del teatro romano, piazza virtuale e vetrine per le aziende, piattaforma per fiere virtuali e altri strumenti.

Perché lanciare la campagna di lending-crowdfunding?

Siamo stati contattati dalla piattaforma Build-Lenders – conclude Monika Petrelli – che ci ha proposto un nuovo  modo di raccogliere finanze per la struttura.

Il 2020 è stato un anno particolare, ci ha lasciato la responsabilità di credere di più nei valori umani e dare nulla per scontato, a noi in particolare ci ha anche permesso di accelerare il lavoro relativo alla ricerca di partner capaci di affiancarci nello sviluppo.

La proposta della piattaforma di coinvolgere privati e aziende con una campagna di “investimento in cultura” per non ricorrere nuovamente a prestiti bancari, visto il blocco totale delle attività, ci è sembrato un ottimo motivo per accettare questa nuova sfida.

Ripagare il privato e/o l’azienda che investe, con un 10% annuo lordo di interessi per 3 anni, credo che sia la maniera migliore per ufficializzare che non è vero che la cultura non “paga”!

Coloro che fossero interessati troveranno le informazioni su www.buildlenders.it

Agli investitori saranno riservati dei “mattoncini” personalizzati con il loro nome che saranno posizionati all’interno del teatro a testimonianza del supporto e interesse dimostrato al progetto.

www.teatroromanobologna.com

https://www.facebook.com/TeatroRomanoBO

https://www.linkedin.com/showcase/73420933/admin/

https://www.instagram.com/teatroromanobologna/

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